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Dolci d'Italia

Dolci di Natale regionali

L'Italia non ha un unico dolce natalizio: il panettone appartiene a Milano, il pandoro a Verona, il panforte e i ricciarelli a Siena, gli struffoli a Napoli e alla Campania, le cartellate alla Puglia e il buccellato alla Sicilia, con…

Redazione Più Dolci3 min di letturaDolci d'Italia
Dolci di Natale regionali
Foto: Francesco Tagliamonte / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0

L'Italia non ha un unico dolce natalizio: il panettone appartiene a Milano, il pandoro a Verona, il panforte e i ricciarelli a Siena, gli struffoli a Napoli e alla Campania, le cartellate alla Puglia e il buccellato alla Sicilia, con molte altre specialità locali. La maggior parte compare nella lista ufficiale nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), regione per regione.

Il nord: dolci lievitati, torroni e pani alla frutta

Partendo dal nord, il dolce natalizio più conosciuto è il panettone di Milano, inserito tra i prodotti tradizionali della Lombardia. È un dolce lievitato naturalmente, alto, con uvetta e scorze di agrumi canditi. Verona risponde con il pandoro, prodotto tradizionale del Veneto: una torta lievitata a forma di stella, ricca di burro e uova, senza frutta, servita con una spolverata di zucchero a velo.

Cremona è la patria di un altro classico lombardo, il torrone di Cremona, un dolce a base di miele, zucchero, albume d'uovo e mandorle. Il torrone viene prodotto in molte regioni, dal Piemonte all'Abruzzo, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia, ognuna con le proprie varianti di frutta secca e consistenze.

In Trentino e Alto Adige, il dolce natalizio è lo zelten, indicato da entrambe le province come un pane ricco di frutta secca e noci. In Liguria, l'antica città portuale di Genova offre alla tavola natalizia il pandolce genovese, un dolce rotondo con uvetta, frutta candita e pinoli. Bologna ha una specialità natalizia tutta sua nel certosino, chiamato anche panspeziale: una torta densa di miele, mandorle, pinoli, cioccolato fondente, frutta candita e spezie. Il nome ricorda gli speziali medievali che per primi lo prepararono e i monaci certosini che in seguito lo perfezionarono.

Il centro: miele, spezie e mandorle

Spostandosi verso l'Italia centrale, Siena è patria di due dolci tipici, entrambi protetti da marchio IGP. Il panforte di Siena è una torta bassa e densa a base di farina, frutta candita, frutta secca, zuccheri, miele e spezie, venduta in una versione bianca spolverata di zucchero a velo o una nera coperta di spezie. I suoi antenati sono i pani ricchi di pepe e miele menzionati in una cronaca senese del 1205. I ricciarelli sono morbidi biscotti ovali alle mandorle ricoperti di zucchero a velo.

Nel Lazio, il dolce natalizio di Roma e della sua campagna è il pangiallo, prodotto tradizionale della regione. È una torta rotonda di frutta secca, noci e miele, tradizionalmente ricoperta da una glassa dorata che le dà il nome.

Il sud: fritti, miele e fichi

Più si scende a sud, più miele e frittura diventano protagonisti. A Napoli e in Campania, gli struffoli sono piccole palline di pasta fritta ricoperte di miele caldo e decorate con codette colorate e frutta candita. La stessa regione è anche patria dei roccocò, duri biscotti a forma di anello con mandorle e spezie. In Puglia, la delizia natalizia da cercare sono le cartellate: striscioline di pasta, fritte e arrotolate a rosetta, poi immerse in vincotto o miele.

In Sicilia, il buccellato è il classico natalizio: una ciambella di pasta frolla ripiena di fichi secchi, mandorle, noci, uvetta e frutta candita, poi cotta al forno. I mostaccioli, biscotti speziati spesso realizzati con miele o mosto cotto, compaiono negli elenchi tradizionali di diverse regioni, tra cui Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Lazio e Sardegna.

Per i pasticceri casalinghi, il consiglio pratico è scegliere in base al tempo disponibile. Struffoli, cartellate e mostaccioli possono essere preparati in un giorno. Il certosino viene tradizionalmente lasciato riposare qualche settimana prima di essere consumato, mentre panettone e pandoro necessitano di una lunga e paziente lievitazione, quindi è meglio provarli dopo un po' di pratica con impasti dolci lievitati.

Fonti consultate

  1. MASAF, Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (24a revisione) (masaf.gov.it)
  2. MASAF, Disciplinare di produzione Panforte di Siena IGP (masaf.gov.it)
  3. Bologna Welcome, Dolci natalizi della tradizione bolognese (bolognawelcome.com)

Tempi di conservazione e indicazioni sanitarie possono essere aggiornati: in caso di dubbio vale la fonte ufficiale.

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